IL MIO APPROCCIO

Inizio
ampliando lo sguardo

Quando qualcosa non funziona, spesso il nostro istinto è cercare subito una soluzione. A volte è proprio ciò che serve. Altre volte, agire troppo in fretta significa cambiare qualcosa prima di aver capito perché sta accadendo.
Iniziamo a parlarne

Che cosa sta succedendo qui, e cosa mi mostra del sistema?

Partenza

Qualcosa che un tempo ci corrispondeva comincia a starci stretto. Comprendiamo ciò che stiamo lasciando, riconosciamo ciò che ci ha dato e allentiamo gradualmente il nostro attaccamento.

Passaggio

Il vecchio modo ha perso parte della sua presa, mentre quello nuovo sta ancora prendendo forma. Restiamo nell’incertezza abbastanza a lungo da vedere ciò che prima non era accessibile.

Arrivo

Qualcosa diventa più chiaro: una possibilità, una decisione, una relazione, un modo diverso di lavorare. Arrivare significa riconoscere ciò che è diventato possibile.

La dinamica si ripete a ogni scala

Una conversazione può contenere questo movimento. Così come un percorso di coaching di sei mesi. O un percorso di un anno con un team di leadership.

Lo immagino come un frattale: la dinamica si ripete, mentre cambia la scala.

Guarda dentro. Guarda nelle relazioni.
Guarda intorno. Guarda avanti.

Con un leader, presto attenzione alla persona e al sistema che la circonda. Con un team, a ciò che accade al suo interno e oltre i suoi confini. Tra team, alle relazioni e alle interdipendenze che li collegano.

E a ogni scala: Che cosa ti chiede di diventare oggi il mondo verso cui ti stai muovendo?

Lavorare con ciò che accade

Mi preparo con cura. Poi presto attenzione a ciò che accade davvero.

Qualcuno dice qualcosa di inatteso. Emerge una tensione. Un esercizio produce un risultato diverso dal previsto. Una conversazione cambia direzione. Qualcosa nell’ambiente cattura l’attenzione di una persona.

Spesso quei momenti non sono interruzioni del lavoro. Sono il lavoro.

La mia disciplina è la fiducia

Ho bisogno di fidarmi delle persone con cui lavoro. Di ciò che sta accadendo. Del processo, tanto da concedergli tempo. Di me stesso, tanto da lavorare senza sapere esattamente dove porterà ogni intervento.

Questo non significa essere passivi. Significa essere pienamente presenti senza aver bisogno di controllare il risultato.

L’obiettivo è una maggiore capacità

L’obiettivo non è diventare più capaci di lavorare con me. È diventare più capaci di affrontare ciò che verrà.

Ampliare lo sguardo. Riconoscere prima le dinamiche. Avere conversazioni che contano. Lavorare oltre i confini. Agire senza aver bisogno di certezze. Cambiare direzione quando cambia la realtà.

Il lavoro consiste nel diventare più capaci di affrontare la prossima trasformazione.

Iniziamo a parlarne